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lunedì 8 novembre 2010

nuovo allestimento

Ciao a tutti, dopo molti mesi di assenza ritorno a scrivere su questo mio piccolo blog.

L'occasione è il riallestimento della mia vasca principale, un collaudatissimo juwel rio 300.
Fino a qualche giorno fa ospitava un affollatissima colonia di mbuna che a causa del sovraffollamento ed alla quasi totale casualità dell'assortimanto mi aveva causato parecchie critiche da parte dei amici e frequentatori di forum. Alla fine mi sono deciso ed approfittando delle agongnate ferie ho messo mano piuttosto pesantemante alla vasca.
I pesci  sono stati ritirati dal mio negoziante di fiducia, il quale ha dimostrato veramente una disponibilità infinita,ma, nonostate questo mi ritrovo ancora la casa colma di acquari grandi e piccoli stracolmi di avannotti; comunque un problema alla volta....
L'arredamento è stato radicalmente rivoluzionato, ho sostituito il ghaietto di fondo con circa 40 kg di sabbia edile molto fine (non vi dico il traffico per lavarla), mentre le rocce le ho acquistate presso un amico che tratta pietre e rocce per giardini ad una cifra veramente irrisoria....
Per ora le uniche piante inserite sono due meravigliose piante madri di microsorum pteropus, ma non appena disponibili voglio inserire un buon numero di vallisnerie.
Ed adesso passiamo agli ospiti...dopo tanti anni passati ad allevare quasi esclusivamente mbuna, ho deciso di fare il grande passo..o quasi, visto che ho inserito in vasca un gruppetti di  5 giovanissimi Placidichromis Phenochilus e 10 labidochromis caeruleus il cui giallo acceso andrà a creare un magnifico contrasto cromatico con il blu elettrico dei Placido (almeno spero). Ad affiancare il tutto ho reclutato anche una squadra di gyrinocheilus che spero mi aiuteranno nel gravoso compito do tenere a bada le alghe!!!

Per quello che riguarda la parte tecnica è rimasta pressochè invariata, riscaldatore 300 w askoll, filtro interno juwel jumbo, esterno pratiko 400, illuminazione due neon 36 w di cui uno fitostimolante per aiutare la cescita delle piante.
Ed ora alcune foto, tenendo in considerazione che la vasca deve essere ancora "rifinita"....Ciao alla prossima


giovani labidochromis

giovani Placidochromis
 

sabato 24 aprile 2010

l'importanza di una vasca di appoggio

Ciao a tutti!! dopo un periodo di "latitanza" dal blog per problemini vari....rieccomi qua!!
Oggi vorrei parlare dell'utilità di avere, spazio e mogli permettendo, una seconda vasca diciamo di "emergenza".
Per chi alleva pesci tropicali in generale, ma sopratutto per noi che ospitiamo ciclidi, è molto utile avere a disposizione una vaschetta dove poter ospitare una nidiata di avannotti oppure una mamma che incuba piuttosto che un esemplare non proprio in perfette condizioni di salute.

Per quello che riguarda avannotti appena rilasciati direi che può andar bene anche una vaschetta di quelle in plastica di circa una ventina di litri dotata di un piccolo filtro interno.  Come unica precauzione, nonstante la moderata potenza di questi filtri, consiglio di schermare le griglie di aspirazione con una calza o con lana di perlon al fine di scongiurare l'aspirazione di qualche piccolo.

Ma gli avannotti si sa crescono, quindi occorre disporre di una vasca più grande che all'occorrenza potrà essere utilizzata anche per altri scopi (quarantena, trasferimento da altri acquari, ecc), quindi io consiglio in media un vasca di 80/100 (stiamo parlando comunque di pesci che necessitano di un loro spazio) attrezzata con un filtro adeguato al litraggio ( in questo caso i pesci sono ormai cresciutelli e non rischiano di essere risucchiati).
Per quello che riguarda l'arredamento non è strettamente necessario ma in caso di vasca di accrescimento, è bene arredare un minimo la vasca con sabbia e rocce in modo da far sentire i nostri piccoli a loro agio e, perchè no, rendere più gradevole la vasca nel suo insieme.
Unica considerazione, visto che la permanenza in queste vasche è comunque temporanea, consiglio di utilizzare pezzi d'arredo che possano essere facilmente rimossi al fine di poter pescare agevolmente i nostri beniamini.

Per quello che riguarda la parte tecnica oltre al filtro di cui abbiamo parlato è necessario un riscaldatore, eventualmente un aeratore in caso di profilassi che ne necessitino l'uso e di un impianto di illuminazione.
In vasche molto piccole (diciamo per piccoli avannotti) ho ottenuto ottimi risultati posizionando la vaschetta in modo che venisse colpita dai raggi del sole in modo da ottenere una buona crescita di alghe verdi molto gradite dai nostri piccoli 'mbuna.

Piccola considerazione...in caso di vaschette allestite al volo per ospitare avannotti o adulti che necessitano un trasferimento tempestivo al fine di ottenere un acqua subito "pronta" consigli di utilizzare quella proveniente dalla nostra vasca principale prelevando anche una piccola parte di materiale filtrante "maturo" sempre proveniente dalla nostra vasca.
Ultimo appunto, tralasciando vaschette da 15/20 litri che possono essere posizionate un pò dappertutto, in caso di acquari veri e propri dai 50 lt in su è bene utilizzare supporti solidi o acquistarne o costruirsene uno appositamente creato al fine di evitare spiacevoli sorprese, infatti anche una vaschetta da 60/80 cm una volta riempita con acqua e sabbia raggiunge sempre il suo bel peso che viste le piccole dimensioni magari viene sottovalutato...spero di essere stato utile, ciao alla prossima!!

domenica 11 aprile 2010

potenziale redox e conduttività

Il potenziale redox non è altro che la capacità delle molecole d'acqua di assorbire ioni delle sostanze in essa disciolte.
Lo ione è un atomo o una molecola carico elettricamente ossia è un atomo, o una molecola che ha perso o guadagnato uno o più elettroni rispetto alla configurazione neutra.
La conduttività elettrica dipende dagli ioni presenti in una soluzione, quindi, in poche parole, quello che vai a misurare è la conduttività elettrica dell'acqua.
La conduttività elettrica ,come abbiamo detto, varia al variare della presenza di ioni, quindi un elevato valore della conduttività elettrica (oltre i 400 mV) sta ad indicare che oltre alle sostanze disciolte in acqua che ne determinano la durezza sono presenti altri ioni inquinanti quindi è consigliabile un cambio parziale di acqua...

Il concetto insomma è molto semplice, la misurazione del potenziale di ossidoriduzione dell'acqua della vasca è una misura indiretta della quantità di sostanza disciolte. Elevati valori del potenziale stanno ad indicare che l'acqua è molto ionizzata quindi è probabile che vi siano sostanze inquinanti dannose per la salute dei pesci...



E’ possibile misurare il potenziale redox dell’acqua di un acquario, cioè il voltaggio esistente fra un elettrodo e un elettrolita contenuto nello strumento di misura, e quindi fra lo strumento di misurazione stesso e l’acqua dell’acquario. Esistono in commercio strumenti elettronici specifici, muniti di due sonde, che consentono non solo la misurazione del potenziale redox ma anche del pH, contemporaneamente.

Gli strumenti di misurazione possono tuttavia necessitare di un lungo periodo di tempo per fornire risultati affidabili ed esatti,per cui valori affidabili sono ottenibili solo mediante misurazioni effettuate in modo continuo per diversi giorni. Il valore del potenziale redox può comunque essere considerato come indicativo dello stato di salute dell’acquario ed é influenzato dai processi batterici , dalla presenza di reazioni fra metalli, dal pH e (nel marino) dall’ eventuale somministrazione di ozono, ma soprattutto dalla concentrazione di ossigeno: una concentrazione ottimale di quest’ultimo è elemento fondamentale per l’ottenimento di un ugualmente ottimale potenziale redox.

Proprio per le numerose variabili da prendere in considerazione, non è quindi possibile dare un certo valore ottimale, tuttavia un acquario in buone condizioni i parametri della tensione redox oscillano fra 300 e 400 mV.

La conduttività dell’acqua è la sua capacità di trasmettere l’elettricità: poiché tale capacità è direttamente proporzionale alla quantità di ioni presenti nell’acqua, essa assume in acquariofilia una notevole importanza, poiché è una misura indiretta della quantità di sostanze discioltevi. Ovviamente tali sostanze sono sia quelle che determinano la durezza dell’acqua sia quelle inquinanti che si accumulano col passare del tempo, ragion per cui valori elevati di conduttività evidenziati dopo un certo periodo e a partire da valori ottimali indicano perlopiù la necessità di un buon cambio parziale dell’acqua. Anche la misurazione della conduttività avviene grazie a particolari strumenti elettronici provvisti di sonde, anche in questo caso in genere tarati su una temperatura standard (in genere 25° C: si ricorda che la temperatura è il fattore che maggiormente influenza la conduttività, in modo direttamente proporzionale). Valori medi di conduttività possono essere considerati quelli compresi fra 300 e 600 mS (microsiemens).

sabato 3 aprile 2010

introduciamo nuovi ospiti in vasca

ciao a tutti!! oggi vorrei parlare dei problemi a cui siamo destinati ogni volta che decidiamo di inserire un nuovo ospite nella nostra vasca mbuna.
Introdurre nuovi esemplari in una vasca già avviata è un operazione delicata e rischiosa. Infatti in una vasca già avviata i territori sono già distribuiti e divisi tra i vari esemplari dominanti e quindi l'introduzione di nuovi esemplari si creeranno lotte che vedranno i nuovi arrivati contendere spazio ai vecchi inquilini che ovviamente non sono disposti a cederlo.
Questa operazione sarà, dunque, con grande probabilità, un insuccesso a meno che non andremo ad introdurre una specie molto diversa da quelle già presenti in vasca, che quindi non rappresenta un minaccia; un Labidochromis, per carattere  poco incline a rovesciare le gerarchie, sarà poco molestato da degli pseudotropheus già presenti in vasca sopratutto se questa sara di 300 o più litri.
L'introduzione di specie più aggressive è sempre un impresa molto rischiosa  perche in genere gli esemplari già presenti in vasca sono più combattivi rispetto algi "intrusi" arrivando a scontri molto cruenti facilmente terminanti con la morte dei nuovi ospiti.
E' in questi casi che la perizia dell'acquariofilo interviene ed un ciclidofilo esperto  deve conoscere le razioni dei propri pesci, studiare gli abbinamenti più giusti e saper intervenire in situazioni di "emergenza".
Una buona soluzione è quella di rifare completamente  l'arredamento della vasca in modo che ogni inquilino, ritrovandosi in un ambiente totlalmente diverso da prima, dovrà darsi da fare per costruirsi un nuovo territorio ed i nuovi arrivati  rimarranno perfettamente integrati.
Ovviamente la presenza di arredi fissi rendono questa pratica più difficoltosa soprattutto considerando che gli mbuna sono molto prolifici e che queste operazioni si renderanno necessarie molto sovente.
Un altra soluzione consiste nell'introdurre dei sogetti giovani che non saranno considerati concorrenti e che a parte qualche inevitabile scaramuccia iniziale riescono ad integrarsi con il gruppo.

Come possiamo vedere anche in questo casoè sempre bene documentarsi bene su quello che stiamo facendo e sulle specie che stiamo allevando perchè ancor una volta bisogna rendersi conto delle proprie azioni!!! Ciao a presto

lunedì 29 marzo 2010

...Piante parte seconda

Rieccomi a continuare il discorso  iniziato qualche giorno fa riguardante piante e ciclidi mbuna...Appurato il fatto che la convivenza non è delle più indolori vorrei esporre come sono riuscito a far convivere piante ed mbuna.
Innanzi tutto se stiamo allestendo un acquario nuovo è bene lasciarlo maturare con solo le piante per circa 2/3 settimane dando loro modo di radicarsi e cominciare a crescere ed propagarsi. Solo quando le piante dimostrano di essere rigogliose e floride possiamo pensare di inserire i nostri pesci.
In questa vasca (120x50x60) avevo inserito soltanto vallisnerie nella parte posteriore, ma nell'arco di un paio di meso avevano ricoperto la vasca in modo  propagandosi tramite piante avventizie, in modo del tutto casuale donando all'insieme un aspetto molto naturale.

Ma non sempre è possibile inserire le piante prima dei pesci quindi bisogna escogitare dei sistemi per far si che le operazioni di scavo dei nostri amici non vanifichino i nostri sforzi. I sistemi che ho utilizzato sono sostanzialmete due.
Il primo è quello di proteggere le radici delle piante con delle rocce disposte alla loro base mentre il secondo è quello di metterle  a dimora all'interno di piccoli vasi opportunamente forati per permettere la circolazione dell'acqua. Questo sistema ci permettere di inserire le piante ovunque nell'acquario magari anche tra le rocce dove non potremmo piantarle preoccupandoci solo di occultare il vaso con altre rocce. Questo sistema ci permette, inoltre di poter fertilizzare  il fondo presente nel vaso a tutto vantaggio dell'apparato radicale delle piante.

Un altro problema che si pone in questo tipo di allestimento è quello dell'illuminazione in quanto uno spettro luminoso adeguato alla crescita delle piante va a scontrarsi con le esigenze di luce dei nostri beniamini.

Attraverso molti tentativi ho raggiunto buoni risultati abbinando lampade a 18000 K (aqua glo) a lampade a 6700 K (life glo) nel rapporto 1 a 1.
In questo modo sono riuscito ad ottenere uno spettro luminoso che non alterasse i colori dei pesci ma che al contempo permettesse una crescita rigolgliosa delle piante.
Per una maggiore resa cromatica dei pesci sul blu per un certo periodo ho abbinato alle lampade anche un neon a luce blu tipo attinico ma di wattaggio inferiore agli altri due. La resa cromatica dei blu era stupefacente ma alla lunga questo tipo di luce mi ha sempre causato una crescita di alghe rosso brune molto antiestetiche..mentre un potenziamento con un ulteriore life glo ha spesso causato un aumento di alghe verdi molto più gradevoli esteticamente oltre che più appetibili per i nostri mbuna.
Per ora è tutto...alla prossima..Ciao!!

sabato 27 marzo 2010

..a proposito di piante

Essendo acquariofilo di vecchia data sono stato stregato dal mondo dei ciclidi solo in tempi relativamente recenti da circa 10/12 anni. gli anni precedenti li ho spesi allevando le specie più disparate ma i miei acquari avevano tutti un minimo comun denominatore....erano tutti ricchi di piante sia che si trattasse di allevare anabantidi o discus (si vabbeh anche loro sono ciclidi!!!) le mie vasche erano sempre ricche di vegetazione.
Quindi approdato nelle acque del Malawi mi sono ritrovato in un mondo totamente diverso, coloratissimo e vivace....ma privo di piante (superiori) o quasi, quindi???

Informatomi tramite la lettura di letteratura specializzata e resomi conto della effettiva incompatibilità tra mbuna e piante mi si parava davanti un dilemma...attenermi strettamente a quello consigliato quasi ovunque..cioè dire addio alle mie adorate piante oppure forzare un pochino le cose ed inserire qualche esemplare sperando che non diventasse un pranzetto per i miei amici pinnuti!!!

Il problema è abbstanza diversificato in quando sia le caratteristiche dei pesci che quelle dell'acqua e dell'illuminazione per un acquario malawi sono quasi incompatibili con la maggior parte delle piante un commercio.

Dopo alcuni tentativi ho ottenuto buoni risultati coltivando un ristretto numero di specie che sono risultate discretamente compatibili.

Il fatto è che quelle più indicate sono le piante con foglie coriacee come anubias e microsorum.. il problema con queste specie è che sono a crescita lentissima e quindi in tempi relativamente brevi sono destinate a ricoprirsi inevitabilmente di alghe a causa dei valori dell'acqua e dell'illuminazione non proprio da acquario olandese che i nostri beniamini amano.

Ho riscontrato un buon successo inserendo in vasca Vallisneria Gigantea e Crinum thaianum due specie a crescita discretamente veloce e molto robuste che hanno dimostrato di resistere agli attacchi dei ciclidi in modo più che dignitoso.

Inoltre la presenza di un boschetto di queste piante mi fa illudere di non aver forzato troppo le cose in quanto danno un aspetto molto naturale alla composizione se accostate ad in un allestimento roccioso.

Ma la mia testardaggine nel voler inserire le piante non è sono dovuta ad un fattore estetico. Le piante offrono rifugio agli avannotti  ed essendo a foglia allungata creano barriere visive tra i vari maschi dominanti formando dei territori ben divisi, ma sopratutto la presenza di queste piante aiuta non poco nello smaltimento delle sostanze azotate, in primis nitrati, coadiuvando il filtro in questo gravoso compito. Inoltre essendo a crescita veloce la formazione di alghe sulle foglie risulta molto limitata se non addirittura assente in quanto lo sviluppo rigoglioso delle piante tende ad ostacolare la crescita delle alghe entrando in competizione con queste ultime. Infatti dobbiamo ricordarci che sia le alghe che le piante si nutrono delle stesse cose quindi....se le piante si svilupppano sottraggono nutrienti alle alghe..ed è vero anche il contrario,cioè con piante sofferenti avremo inevitabilmente un avanzare delle alghe in acquario.
nel prossimo post parlerò di quali accorgimenti ho fatto uso per far convivere mbuna e piante....alla prossima, Ciao!!!

martedì 23 marzo 2010

L'importanza delle correnti

 Il movimento dell'acqua nel nostro acquario penso che sia uno degli aspetti più trascurati,sebbene importantissimo.Il movimento dell'acqua ha  una moltitudine di funzioni.

Prima di tutto previene la formazione di zone con differenti temperature nella nostra vasca. Infatti l'acqua calda tende a salire in superfice mentre quella fredda tende a ristagnare più in basso. Con una corretta gestione delle correnti in vasca saremo sicuri di avere una temperatura omogenea in tutta la vasca.
In secondo luogo il movimento dell'acqua fornisce una corrente in cui nuotare ad i nostri pesci a tutto vantaggio della loro mobilità e "forma fisica".
La terza ragione per cui è bene ottenere un movimento dell'acqua è che previene la formazione di quella patina sul pelo dell'acqua causata da proteine in eccesso, patina che oltre ad essere antiestetica non consente il corretto scambio gassoso tra l'acqua e l'aria soprastante.
Avere un acqua in costante movimento accresce la superfice  a contatto con l'aria, infatti lo strato suprficiale in continuo movimento incremente drasticamente la superfice di acqua a contatto con l'aria aumentando così il ritmo con cui l'acqua si arricchisce di ossigeno ed al contempo si libera di anidride carbonica.
Tutto questo porta ossigeno ai batteri nitrificanti del nostro filtro migliorandone l'efficacia nell'eliminare le sostanze azotate.
Se in vasche di dimensioni non elevate sarà sufficente il movimento causato dall'acqua in uscita dal filtro, per realizzazioni più importanti è invece fondamentale provvedere ad un corretto movimento dell'acqua tramite pompe appositamente concepite e diposte in modo da non interferire con il flusso creato dal filtro, ma anzi aiutandolo facendo si che la loro azione eviti il formarsi di zone morte  dove potrebbero accumularsi detriti.
Tutto questo vale sopratutti per i nostri ciclidi dei grandi laghi dove le enormi dimensioni causano correnti più simili a quelle riscontrate negli oceani che non a quelle che si verificano in laghi e fiumi sebbene grandi.
Tutto questo in linea di massima ovviamente perchè ogni tipo di acquario ha le sue esigenze  e caratteristiche da rispettare...partendo da due estremi possiamo trovare da un parte , per esempio, l'acquario per anabantidi che avrà bisogno di una movimento pressocchè impercettibile dell'acqua a causa della natura degli ospiti mentre dalla parte opposta potremo avere un acquario che riproduce il veloce scorrere di un ruscello dove la corrente ed il rimescolamento delle acque sarà vorticoso e veloce... Spero di essre stato utile...Ciao!!