Ciao a tutti!! dopo un periodo di "latitanza" dal blog per problemini vari....rieccomi qua!!
Oggi vorrei parlare dell'utilità di avere, spazio e mogli permettendo, una seconda vasca diciamo di "emergenza".
Per chi alleva pesci tropicali in generale, ma sopratutto per noi che ospitiamo ciclidi, è molto utile avere a disposizione una vaschetta dove poter ospitare una nidiata di avannotti oppure una mamma che incuba piuttosto che un esemplare non proprio in perfette condizioni di salute.
Per quello che riguarda avannotti appena rilasciati direi che può andar bene anche una vaschetta di quelle in plastica di circa una ventina di litri dotata di un piccolo filtro interno. Come unica precauzione, nonstante la moderata potenza di questi filtri, consiglio di schermare le griglie di aspirazione con una calza o con lana di perlon al fine di scongiurare l'aspirazione di qualche piccolo.
Ma gli avannotti si sa crescono, quindi occorre disporre di una vasca più grande che all'occorrenza potrà essere utilizzata anche per altri scopi (quarantena, trasferimento da altri acquari, ecc), quindi io consiglio in media un vasca di 80/100 (stiamo parlando comunque di pesci che necessitano di un loro spazio) attrezzata con un filtro adeguato al litraggio ( in questo caso i pesci sono ormai cresciutelli e non rischiano di essere risucchiati).
Per quello che riguarda l'arredamento non è strettamente necessario ma in caso di vasca di accrescimento, è bene arredare un minimo la vasca con sabbia e rocce in modo da far sentire i nostri piccoli a loro agio e, perchè no, rendere più gradevole la vasca nel suo insieme.
Unica considerazione, visto che la permanenza in queste vasche è comunque temporanea, consiglio di utilizzare pezzi d'arredo che possano essere facilmente rimossi al fine di poter pescare agevolmente i nostri beniamini.
Per quello che riguarda la parte tecnica oltre al filtro di cui abbiamo parlato è necessario un riscaldatore, eventualmente un aeratore in caso di profilassi che ne necessitino l'uso e di un impianto di illuminazione.
In vasche molto piccole (diciamo per piccoli avannotti) ho ottenuto ottimi risultati posizionando la vaschetta in modo che venisse colpita dai raggi del sole in modo da ottenere una buona crescita di alghe verdi molto gradite dai nostri piccoli 'mbuna.
Piccola considerazione...in caso di vaschette allestite al volo per ospitare avannotti o adulti che necessitano un trasferimento tempestivo al fine di ottenere un acqua subito "pronta" consigli di utilizzare quella proveniente dalla nostra vasca principale prelevando anche una piccola parte di materiale filtrante "maturo" sempre proveniente dalla nostra vasca.
Ultimo appunto, tralasciando vaschette da 15/20 litri che possono essere posizionate un pò dappertutto, in caso di acquari veri e propri dai 50 lt in su è bene utilizzare supporti solidi o acquistarne o costruirsene uno appositamente creato al fine di evitare spiacevoli sorprese, infatti anche una vaschetta da 60/80 cm una volta riempita con acqua e sabbia raggiunge sempre il suo bel peso che viste le piccole dimensioni magari viene sottovalutato...spero di essere stato utile, ciao alla prossima!!
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sabato 24 aprile 2010
sabato 3 aprile 2010
introduciamo nuovi ospiti in vasca
ciao a tutti!! oggi vorrei parlare dei problemi a cui siamo destinati ogni volta che decidiamo di inserire un nuovo ospite nella nostra vasca mbuna.
Introdurre nuovi esemplari in una vasca già avviata è un operazione delicata e rischiosa. Infatti in una vasca già avviata i territori sono già distribuiti e divisi tra i vari esemplari dominanti e quindi l'introduzione di nuovi esemplari si creeranno lotte che vedranno i nuovi arrivati contendere spazio ai vecchi inquilini che ovviamente non sono disposti a cederlo.
Questa operazione sarà, dunque, con grande probabilità, un insuccesso a meno che non andremo ad introdurre una specie molto diversa da quelle già presenti in vasca, che quindi non rappresenta un minaccia; un Labidochromis, per carattere poco incline a rovesciare le gerarchie, sarà poco molestato da degli pseudotropheus già presenti in vasca sopratutto se questa sara di 300 o più litri.
L'introduzione di specie più aggressive è sempre un impresa molto rischiosa perche in genere gli esemplari già presenti in vasca sono più combattivi rispetto algi "intrusi" arrivando a scontri molto cruenti facilmente terminanti con la morte dei nuovi ospiti.
E' in questi casi che la perizia dell'acquariofilo interviene ed un ciclidofilo esperto deve conoscere le razioni dei propri pesci, studiare gli abbinamenti più giusti e saper intervenire in situazioni di "emergenza".
Una buona soluzione è quella di rifare completamente l'arredamento della vasca in modo che ogni inquilino, ritrovandosi in un ambiente totlalmente diverso da prima, dovrà darsi da fare per costruirsi un nuovo territorio ed i nuovi arrivati rimarranno perfettamente integrati.
Ovviamente la presenza di arredi fissi rendono questa pratica più difficoltosa soprattutto considerando che gli mbuna sono molto prolifici e che queste operazioni si renderanno necessarie molto sovente.
Un altra soluzione consiste nell'introdurre dei sogetti giovani che non saranno considerati concorrenti e che a parte qualche inevitabile scaramuccia iniziale riescono ad integrarsi con il gruppo.
Come possiamo vedere anche in questo casoè sempre bene documentarsi bene su quello che stiamo facendo e sulle specie che stiamo allevando perchè ancor una volta bisogna rendersi conto delle proprie azioni!!! Ciao a presto
Introdurre nuovi esemplari in una vasca già avviata è un operazione delicata e rischiosa. Infatti in una vasca già avviata i territori sono già distribuiti e divisi tra i vari esemplari dominanti e quindi l'introduzione di nuovi esemplari si creeranno lotte che vedranno i nuovi arrivati contendere spazio ai vecchi inquilini che ovviamente non sono disposti a cederlo.
Questa operazione sarà, dunque, con grande probabilità, un insuccesso a meno che non andremo ad introdurre una specie molto diversa da quelle già presenti in vasca, che quindi non rappresenta un minaccia; un Labidochromis, per carattere poco incline a rovesciare le gerarchie, sarà poco molestato da degli pseudotropheus già presenti in vasca sopratutto se questa sara di 300 o più litri.
L'introduzione di specie più aggressive è sempre un impresa molto rischiosa perche in genere gli esemplari già presenti in vasca sono più combattivi rispetto algi "intrusi" arrivando a scontri molto cruenti facilmente terminanti con la morte dei nuovi ospiti.
E' in questi casi che la perizia dell'acquariofilo interviene ed un ciclidofilo esperto deve conoscere le razioni dei propri pesci, studiare gli abbinamenti più giusti e saper intervenire in situazioni di "emergenza".
Una buona soluzione è quella di rifare completamente l'arredamento della vasca in modo che ogni inquilino, ritrovandosi in un ambiente totlalmente diverso da prima, dovrà darsi da fare per costruirsi un nuovo territorio ed i nuovi arrivati rimarranno perfettamente integrati.
Ovviamente la presenza di arredi fissi rendono questa pratica più difficoltosa soprattutto considerando che gli mbuna sono molto prolifici e che queste operazioni si renderanno necessarie molto sovente.
Un altra soluzione consiste nell'introdurre dei sogetti giovani che non saranno considerati concorrenti e che a parte qualche inevitabile scaramuccia iniziale riescono ad integrarsi con il gruppo.
Come possiamo vedere anche in questo casoè sempre bene documentarsi bene su quello che stiamo facendo e sulle specie che stiamo allevando perchè ancor una volta bisogna rendersi conto delle proprie azioni!!! Ciao a presto
lunedì 29 marzo 2010
...Piante parte seconda
Rieccomi a continuare il discorso iniziato qualche giorno fa riguardante piante e ciclidi mbuna...Appurato il fatto che la convivenza non è delle più indolori vorrei esporre come sono riuscito a far convivere piante ed mbuna.
Innanzi tutto se stiamo allestendo un acquario nuovo è bene lasciarlo maturare con solo le piante per circa 2/3 settimane dando loro modo di radicarsi e cominciare a crescere ed propagarsi. Solo quando le piante dimostrano di essere rigogliose e floride possiamo pensare di inserire i nostri pesci.
In questa vasca (120x50x60) avevo inserito soltanto vallisnerie nella parte posteriore, ma nell'arco di un paio di meso avevano ricoperto la vasca in modo propagandosi tramite piante avventizie, in modo del tutto casuale donando all'insieme un aspetto molto naturale.
Ma non sempre è possibile inserire le piante prima dei pesci quindi bisogna escogitare dei sistemi per far si che le operazioni di scavo dei nostri amici non vanifichino i nostri sforzi. I sistemi che ho utilizzato sono sostanzialmete due.
Il primo è quello di proteggere le radici delle piante con delle rocce disposte alla loro base mentre il secondo è quello di metterle a dimora all'interno di piccoli vasi opportunamente forati per permettere la circolazione dell'acqua. Questo sistema ci permettere di inserire le piante ovunque nell'acquario magari anche tra le rocce dove non potremmo piantarle preoccupandoci solo di occultare il vaso con altre rocce. Questo sistema ci permette, inoltre di poter fertilizzare il fondo presente nel vaso a tutto vantaggio dell'apparato radicale delle piante.
Un altro problema che si pone in questo tipo di allestimento è quello dell'illuminazione in quanto uno spettro luminoso adeguato alla crescita delle piante va a scontrarsi con le esigenze di luce dei nostri beniamini.
Attraverso molti tentativi ho raggiunto buoni risultati abbinando lampade a 18000 K (aqua glo) a lampade a 6700 K (life glo) nel rapporto 1 a 1.
In questo modo sono riuscito ad ottenere uno spettro luminoso che non alterasse i colori dei pesci ma che al contempo permettesse una crescita rigolgliosa delle piante.
Per una maggiore resa cromatica dei pesci sul blu per un certo periodo ho abbinato alle lampade anche un neon a luce blu tipo attinico ma di wattaggio inferiore agli altri due. La resa cromatica dei blu era stupefacente ma alla lunga questo tipo di luce mi ha sempre causato una crescita di alghe rosso brune molto antiestetiche..mentre un potenziamento con un ulteriore life glo ha spesso causato un aumento di alghe verdi molto più gradevoli esteticamente oltre che più appetibili per i nostri mbuna.
Per ora è tutto...alla prossima..Ciao!!
Innanzi tutto se stiamo allestendo un acquario nuovo è bene lasciarlo maturare con solo le piante per circa 2/3 settimane dando loro modo di radicarsi e cominciare a crescere ed propagarsi. Solo quando le piante dimostrano di essere rigogliose e floride possiamo pensare di inserire i nostri pesci.
Ma non sempre è possibile inserire le piante prima dei pesci quindi bisogna escogitare dei sistemi per far si che le operazioni di scavo dei nostri amici non vanifichino i nostri sforzi. I sistemi che ho utilizzato sono sostanzialmete due.
Il primo è quello di proteggere le radici delle piante con delle rocce disposte alla loro base mentre il secondo è quello di metterle a dimora all'interno di piccoli vasi opportunamente forati per permettere la circolazione dell'acqua. Questo sistema ci permettere di inserire le piante ovunque nell'acquario magari anche tra le rocce dove non potremmo piantarle preoccupandoci solo di occultare il vaso con altre rocce. Questo sistema ci permette, inoltre di poter fertilizzare il fondo presente nel vaso a tutto vantaggio dell'apparato radicale delle piante.
Un altro problema che si pone in questo tipo di allestimento è quello dell'illuminazione in quanto uno spettro luminoso adeguato alla crescita delle piante va a scontrarsi con le esigenze di luce dei nostri beniamini.
Attraverso molti tentativi ho raggiunto buoni risultati abbinando lampade a 18000 K (aqua glo) a lampade a 6700 K (life glo) nel rapporto 1 a 1.
In questo modo sono riuscito ad ottenere uno spettro luminoso che non alterasse i colori dei pesci ma che al contempo permettesse una crescita rigolgliosa delle piante.
Per una maggiore resa cromatica dei pesci sul blu per un certo periodo ho abbinato alle lampade anche un neon a luce blu tipo attinico ma di wattaggio inferiore agli altri due. La resa cromatica dei blu era stupefacente ma alla lunga questo tipo di luce mi ha sempre causato una crescita di alghe rosso brune molto antiestetiche..mentre un potenziamento con un ulteriore life glo ha spesso causato un aumento di alghe verdi molto più gradevoli esteticamente oltre che più appetibili per i nostri mbuna.
Per ora è tutto...alla prossima..Ciao!!
sabato 27 marzo 2010
..a proposito di piante
Essendo acquariofilo di vecchia data sono stato stregato dal mondo dei ciclidi solo in tempi relativamente recenti da circa 10/12 anni. gli anni precedenti li ho spesi allevando le specie più disparate ma i miei acquari avevano tutti un minimo comun denominatore....erano tutti ricchi di piante sia che si trattasse di allevare anabantidi o discus (si vabbeh anche loro sono ciclidi!!!) le mie vasche erano sempre ricche di vegetazione.
Quindi approdato nelle acque del Malawi mi sono ritrovato in un mondo totamente diverso, coloratissimo e vivace....ma privo di piante (superiori) o quasi, quindi???
Informatomi tramite la lettura di letteratura specializzata e resomi conto della effettiva incompatibilità tra mbuna e piante mi si parava davanti un dilemma...attenermi strettamente a quello consigliato quasi ovunque..cioè dire addio alle mie adorate piante oppure forzare un pochino le cose ed inserire qualche esemplare sperando che non diventasse un pranzetto per i miei amici pinnuti!!!
Il problema è abbstanza diversificato in quando sia le caratteristiche dei pesci che quelle dell'acqua e dell'illuminazione per un acquario malawi sono quasi incompatibili con la maggior parte delle piante un commercio.
Dopo alcuni tentativi ho ottenuto buoni risultati coltivando un ristretto numero di specie che sono risultate discretamente compatibili.
Il fatto è che quelle più indicate sono le piante con foglie coriacee come anubias e microsorum.. il problema con queste specie è che sono a crescita lentissima e quindi in tempi relativamente brevi sono destinate a ricoprirsi inevitabilmente di alghe a causa dei valori dell'acqua e dell'illuminazione non proprio da acquario olandese che i nostri beniamini amano.
Ho riscontrato un buon successo inserendo in vasca Vallisneria Gigantea e Crinum thaianum due specie a crescita discretamente veloce e molto robuste che hanno dimostrato di resistere agli attacchi dei ciclidi in modo più che dignitoso.
Inoltre la presenza di un boschetto di queste piante mi fa illudere di non aver forzato troppo le cose in quanto danno un aspetto molto naturale alla composizione se accostate ad in un allestimento roccioso.
Ma la mia testardaggine nel voler inserire le piante non è sono dovuta ad un fattore estetico. Le piante offrono rifugio agli avannotti ed essendo a foglia allungata creano barriere visive tra i vari maschi dominanti formando dei territori ben divisi, ma sopratutto la presenza di queste piante aiuta non poco nello smaltimento delle sostanze azotate, in primis nitrati, coadiuvando il filtro in questo gravoso compito. Inoltre essendo a crescita veloce la formazione di alghe sulle foglie risulta molto limitata se non addirittura assente in quanto lo sviluppo rigoglioso delle piante tende ad ostacolare la crescita delle alghe entrando in competizione con queste ultime. Infatti dobbiamo ricordarci che sia le alghe che le piante si nutrono delle stesse cose quindi....se le piante si svilupppano sottraggono nutrienti alle alghe..ed è vero anche il contrario,cioè con piante sofferenti avremo inevitabilmente un avanzare delle alghe in acquario.
nel prossimo post parlerò di quali accorgimenti ho fatto uso per far convivere mbuna e piante....alla prossima, Ciao!!!
Quindi approdato nelle acque del Malawi mi sono ritrovato in un mondo totamente diverso, coloratissimo e vivace....ma privo di piante (superiori) o quasi, quindi???
Informatomi tramite la lettura di letteratura specializzata e resomi conto della effettiva incompatibilità tra mbuna e piante mi si parava davanti un dilemma...attenermi strettamente a quello consigliato quasi ovunque..cioè dire addio alle mie adorate piante oppure forzare un pochino le cose ed inserire qualche esemplare sperando che non diventasse un pranzetto per i miei amici pinnuti!!!
Il problema è abbstanza diversificato in quando sia le caratteristiche dei pesci che quelle dell'acqua e dell'illuminazione per un acquario malawi sono quasi incompatibili con la maggior parte delle piante un commercio.
Dopo alcuni tentativi ho ottenuto buoni risultati coltivando un ristretto numero di specie che sono risultate discretamente compatibili.
Il fatto è che quelle più indicate sono le piante con foglie coriacee come anubias e microsorum.. il problema con queste specie è che sono a crescita lentissima e quindi in tempi relativamente brevi sono destinate a ricoprirsi inevitabilmente di alghe a causa dei valori dell'acqua e dell'illuminazione non proprio da acquario olandese che i nostri beniamini amano.
Ho riscontrato un buon successo inserendo in vasca Vallisneria Gigantea e Crinum thaianum due specie a crescita discretamente veloce e molto robuste che hanno dimostrato di resistere agli attacchi dei ciclidi in modo più che dignitoso.
Inoltre la presenza di un boschetto di queste piante mi fa illudere di non aver forzato troppo le cose in quanto danno un aspetto molto naturale alla composizione se accostate ad in un allestimento roccioso.
Ma la mia testardaggine nel voler inserire le piante non è sono dovuta ad un fattore estetico. Le piante offrono rifugio agli avannotti ed essendo a foglia allungata creano barriere visive tra i vari maschi dominanti formando dei territori ben divisi, ma sopratutto la presenza di queste piante aiuta non poco nello smaltimento delle sostanze azotate, in primis nitrati, coadiuvando il filtro in questo gravoso compito. Inoltre essendo a crescita veloce la formazione di alghe sulle foglie risulta molto limitata se non addirittura assente in quanto lo sviluppo rigoglioso delle piante tende ad ostacolare la crescita delle alghe entrando in competizione con queste ultime. Infatti dobbiamo ricordarci che sia le alghe che le piante si nutrono delle stesse cose quindi....se le piante si svilupppano sottraggono nutrienti alle alghe..ed è vero anche il contrario,cioè con piante sofferenti avremo inevitabilmente un avanzare delle alghe in acquario.
nel prossimo post parlerò di quali accorgimenti ho fatto uso per far convivere mbuna e piante....alla prossima, Ciao!!!
domenica 21 marzo 2010
A proposito di combattimenti
Come tutti noi sappiamo i ciclidi agggrssivi possono combattere con noncuranza, quando sono in un acquario dove i pesci subordinati non possono scappare e sono perseguitati dal dominante. Ossevando questo comportamento saremmo portati a pensare che i pesci siano territoriali nel vero senso della parola. Tuttavia, la selezione naturale lavora in modo efficace per limitare i combattimenti solo a quei casi in cui i benefici in media superino i costi,perchè le lotte sono dispendiose. Il prezzo più ovvio da pagare sono, ad esempio, le ferite che a volte porebbero causare anche la morte. Il pesce seppur vincitore potrebbe riportare danni così gravi da non poter più mangiare o sfuggire ad un predatore o difendere il proprio territorio. Anche quando non ci sono ferite evidenti il combattimento brucia energie, oltre ad occupare tempo che potrebbe essere impiegato in modo più proficuo, per esempio mangiando o pr cercare un partner, inoltre la lotta è un impresa intensa che richiede molta attenzione i combattenti non si accorgerebbero di eventuali predatori.
Un animale deve quindi limitardi ad una fase rituale di parata di minaccia, evitando combattimanti pericolosi e riducendo così i rischi di predazione. In senso evoluzionistico l'animale deve calcolare quando sia conveniente lottare, quanto intensamente e quando desistere.E qui torniamo ai nostri acquari. Tutto quanto detto in precedenza vale per gli animali ossevati in natura, ma nelle nostre vasche, dove lo spazio non è mai abbastanza non è raro assistere a lotte furibonde tra maschi e, se non vi sono abbstanza nascondigli, assisere anche alla morte dei nostri beniamini.
Quindi occorre valutare con molta attenzione quali e quante specie inserire nel nostro acquario sopratutto in relazione alle sue dimensioni.
Soltanto rispettando le esigenze dei nostri ciclidi (ma in linea di massima vale per qualsiasi tipo di pesce) saremo sicuri di avere una vasca equilibrata dove possano esibire comportamenti il più vicino possibile a quelli in natura.
giovedì 18 marzo 2010
Ermafroditismo??
Tra le peculiarità che distinguono Metriaclima Lombardoi dalle altre specie del lago Malawi, vi è il fatto che i maschi mostrino una livrea gialla, mentre le femmine ne presentano una con fondo blu e barre verticali nere. Tale fenomeno è detto della colorazione inversa. Tuttavia le sorprese che ci riserva questa specie non si fermano qui, infatti in natura sono stati ossevati esemplari in livrea adulta maschile mentre incubavano in bocca delle uova, episodio che ha sollevato molte controversie ed inerpretazioni. Alcuni studiosi hanno supposto che questa specie potesse essere ermafrodita, cioè che durante lo sviluppo attraversasse sia la condizione maschile che quella femminile, fenomeno peraltro frequente fra i pesci.
Tuttavia, uno studio approfondito sul problema del 1990 ha portato interessanti ossevazioni. Si è osservato in acquario come le femmine di Lombardoi siano in grado di costruire un nido, delimitarlo e difenderlo proprio come fanno i maschi.Inoltre in un caso è successo che, rimuovendo tutti i maschi da una vasca una femmina, già dominante sulle altre, ha acquisito in circa due mesi i caratteri secondari propri di un maschio compresa la colorazione. tutto cio' senza modificare la sua condizione sessuale.L'ipotesi più probabile è che questa sia una specie con femmine dimorfiche, anche se non è da escludere che i maschi adottino l'incubazione orale.
Tutto questo ci testimonia, ancora una volta, la complessità e la bellezza della natura, incentivandoci ad osservare cosa succede nei nostri acquari con attenzione e sempre rinnovato entusiasmo.
martedì 16 marzo 2010
ibridi...parte seconda
Rieccoci a parlare ancora di ibridi.
Partendo dal presupposto che il nostro acquario, per grande che sia, rimane una situazione "innaturale" per i pesci ospitati si capisce molto facilmente come la convivenza a stretto contatto nelle nostre vasche porti facilmente ad ibridazioni tra specie diverse, che in natura non avrebbero quasi mai ragione di esistere in quanto nel proprio habitat avrebbero più facilmente la possibilità di incontrare un partner della propria specie piuttosto che uno di una specie diversa.
Nonostante questo anche in natura esistono degli ibridi sia in acque dolci che in mare. Un esempio su tutti è il lago Malawi dove si trovano più frquentemente che altrove, a causa della grande prossimità genetica delle specie, ibridi "naturali". Quindi questo succede anche in natura ed alcune volte è capitato di descrivere alcune specie per errore partendo semplicemente da ibridi.
Molti acquariofili si levano contro questo tipo di pesci, altri non se ne curano e li trovano addirittura più belli. Certi pensano che sia il modo per evitare il prelievo in natura.
Inteso che non è mia intenzione di dettare a nessuno cosa tenere nei propri acquari, vorrei solo aprire una discussione, spegare il mio punto di vista del tutto personale, senza criminalizzare od insultare i possessori di questo tipo di pesci come, invece, ho potuto leggere qualche volta.
Se intenerirsi davanti ad una nidiata di piccoli venuti alla luce nel nostro acquario è secondo me una cosa comunque interessante e del tutto legittima, il voler creare incroci a scopo di lucro o "per vedere cosa viene fuori" lo è sicuramente molto meno.
Gli allevatori seri queste cose le sanno molto bene, purtroppo però, anche nel nostro hobby ci sono i furbetti che con la scusa di proporci qualche specie nuova non ancora registrata ci rifilano a caro prezzo degli incroci che oltre a danneggiare le nostre tasche danneggiano anche il nostro passatempo preferito.
Il problema è anche l'opposto e cioè che se esistono ibridi in commercio vuol dire che ce n'è anche richiesta. Si pensi ai red parrot, ibridi ormai popolarissimi nei negozi di acquari e molto richiesti od alle mille varietà di discus che ormai non hanno quasi più niente in comune con le varietà selvatiche e che vengono venduti a prezzi pazzeschi!
Quindi il mio consiglio è di rivolgersi sempre a rivenditori seri e di fiducia, di ducumentarsi sempre prima dell'acquisto e di scegliere... secondo natura.
Se quello che ci muove nel mondo dell'acquariofilia è la passione per la natura ed il suo rispetto allora viene da se che nelle nostre scelte dovremmo privilegiare specie sicure e naturali, tracurando invece l'idea di voler trasformare il nostro acquario un un laboratorio di genetica.
Quindi in conclusione, tenendo in considerazione che per alcuni "acquariofili" l'incrocio impossibile è un risultato da vantare, tutti gli atri dovrebbero ricordare che :
Gli ibridi possono essere scongiurati evitando di tenere insieme specie simili e senza partner per l'accoppiamento
lasciare stare forme selezionate divergenti da quelle naturali
Manteniamo i pesci nelle condizioni più naturali possibile
Documentiamoci sulle specie che vogliamo acquistare e sulla reputazione di chi ce le fornisce.
Per concludere vorrei sottolineare, ancora, la grande bellezza delle forme naturali, sempre più belle di quelle create dall'uomo...e non vale solo per i pesci...penso ad esempio..che tra tutti i cani il migliore resterà sempre il lupo!!!!
Ciao!!!!!!!!
Partendo dal presupposto che il nostro acquario, per grande che sia, rimane una situazione "innaturale" per i pesci ospitati si capisce molto facilmente come la convivenza a stretto contatto nelle nostre vasche porti facilmente ad ibridazioni tra specie diverse, che in natura non avrebbero quasi mai ragione di esistere in quanto nel proprio habitat avrebbero più facilmente la possibilità di incontrare un partner della propria specie piuttosto che uno di una specie diversa.
Nonostante questo anche in natura esistono degli ibridi sia in acque dolci che in mare. Un esempio su tutti è il lago Malawi dove si trovano più frquentemente che altrove, a causa della grande prossimità genetica delle specie, ibridi "naturali". Quindi questo succede anche in natura ed alcune volte è capitato di descrivere alcune specie per errore partendo semplicemente da ibridi.
Molti acquariofili si levano contro questo tipo di pesci, altri non se ne curano e li trovano addirittura più belli. Certi pensano che sia il modo per evitare il prelievo in natura.
Inteso che non è mia intenzione di dettare a nessuno cosa tenere nei propri acquari, vorrei solo aprire una discussione, spegare il mio punto di vista del tutto personale, senza criminalizzare od insultare i possessori di questo tipo di pesci come, invece, ho potuto leggere qualche volta.
Se intenerirsi davanti ad una nidiata di piccoli venuti alla luce nel nostro acquario è secondo me una cosa comunque interessante e del tutto legittima, il voler creare incroci a scopo di lucro o "per vedere cosa viene fuori" lo è sicuramente molto meno.
Gli allevatori seri queste cose le sanno molto bene, purtroppo però, anche nel nostro hobby ci sono i furbetti che con la scusa di proporci qualche specie nuova non ancora registrata ci rifilano a caro prezzo degli incroci che oltre a danneggiare le nostre tasche danneggiano anche il nostro passatempo preferito.
Il problema è anche l'opposto e cioè che se esistono ibridi in commercio vuol dire che ce n'è anche richiesta. Si pensi ai red parrot, ibridi ormai popolarissimi nei negozi di acquari e molto richiesti od alle mille varietà di discus che ormai non hanno quasi più niente in comune con le varietà selvatiche e che vengono venduti a prezzi pazzeschi!
Quindi il mio consiglio è di rivolgersi sempre a rivenditori seri e di fiducia, di ducumentarsi sempre prima dell'acquisto e di scegliere... secondo natura.
Se quello che ci muove nel mondo dell'acquariofilia è la passione per la natura ed il suo rispetto allora viene da se che nelle nostre scelte dovremmo privilegiare specie sicure e naturali, tracurando invece l'idea di voler trasformare il nostro acquario un un laboratorio di genetica.
Quindi in conclusione, tenendo in considerazione che per alcuni "acquariofili" l'incrocio impossibile è un risultato da vantare, tutti gli atri dovrebbero ricordare che :
Gli ibridi possono essere scongiurati evitando di tenere insieme specie simili e senza partner per l'accoppiamento
lasciare stare forme selezionate divergenti da quelle naturali
Manteniamo i pesci nelle condizioni più naturali possibile
Documentiamoci sulle specie che vogliamo acquistare e sulla reputazione di chi ce le fornisce.
Per concludere vorrei sottolineare, ancora, la grande bellezza delle forme naturali, sempre più belle di quelle create dall'uomo...e non vale solo per i pesci...penso ad esempio..che tra tutti i cani il migliore resterà sempre il lupo!!!!
Ciao!!!!!!!!
sabato 13 marzo 2010
IL PERCHE' DEGLI IBRIDI
Nella nostra carriera di acquariofili ci saremo sicuramente tutti imbattuti in incroci di vario genere, sia all'nterno delle nostre vasche, frutto di riproduzioni casuali, sia purtroppo da qualche rivenditore che cercava di spacciarli come qualche nuova specie ancora da catalogare!!
Ma rimanendo nell'ambito dei ciclidi dei grandi laghi della Rift valley per quale motivo specie evidentemente diverse riescono a riprodursi??La risposta a questa domanda è da cercare nella relativamente giovane età delle specie dei ciclidi che li popolano. La formazione della Rift Valley ha avuto origine circa 35 milioni di anni fa con la separazione delle placche africana e araba ed i laghi si sono venuti a creare circa 15-12 miilioni di anni fa.
Questi numeri sembrano enormi, però basta considerare che la maggior parte dei mammiferi moderni si è evoluta circa tra i 65 ed i 10 milioni di anni, per rendersi conto di quanto "giovani" siano i ciclidi che popolano questi laghi.
Quando due specie sono molto giovani hanno accumulato solo poche differenze a livello genetico, i cromosomi sono cioè ancora abbastanza simili e nello stesso numero nelle cellule degli esemplari delle due specie, da qui la possibilità fisiologica di incrociarsi.
L'impossibilità di riprodursi tra specie diverse non è da intendersi come una barriera che madre natura impone per evitare incroci, bensì un accumulo di piccole,insignificanti diferenze nel corredo genetico di due popolazioni che vivono vicine. Ad un certo punto il numero di queste piccole ed "insignificanti" differenze sarà tale che le uova prodotte da una femmina di una popolazione (A) non saranno più compatibili con con il seme di un maschio della popolazione B e da questo momento i due gruppi avranno dato origine a due specie differenti.
Data l'estrema giovinezza dei ciclidi dei grandi laghi gli studiosi hanno sviluppato la tendenza di considerare specie diverse anche le varietà di colore. Fino ad alcuni anni fa si pensava esistessero per fare un esempio del lago Tanganica, solo Tropheus duboisi e T. moori, adesso si identificano almeno 6 specie diverse e si è consapevoli di questa enorme varietà. Il grande motivo di interesse nei confronti dei grandi laghi della Rft Valley è che moltissime specie sono ancora in corso di differenziazione, sono cioè così giovani da non aver ancora finito di fissare i propri caratteri, di non averne ancora avuto il tempo!
Da tutto questo si capisce come sia facile per specie apparentemente diverse, costrette a vivere in uno spazio esiguo come quello di un acquario, incorrere in incroci spontanei.
Del "valore" e di come molti appassionati si pongono nei confronti di questi ibridi...sarà l'argomento di una delle prossime chiaccherate..Ciao!!
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